giugno 2019 eNews

Saluti da Pittsburgh! Esprimiamo nuovamente la nostra gratitudine per l’eccezionale dimostrazione di sostegno che abbiamo ricevuto tramite le messe offerte per Elisabeth il 3 maggio o in un giorno vicino. Siamo stati informati di diverse altre messe celebrate in seguito alla pubblicazione della riflessione di maggio. Tutte le masse sono elencate al seguente link. Vogliamo anche offrire un ringraziamento speciale a Vicki Burbach che ha tenuto un breve incontro su Elisabeth nella sua parrocchia, San Carlo Borromeo a Gretna, nel Nebraska, subito dopo una messa celebrata in suo onore il 3 maggio. Nel weekend del 3 maggio il nostro sito ELCause.org ha avuto il più alto numero di visitatori finora registrato nell’arco di 24 ore. E siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel trovare le parole di Elisabeth come riflessione della giornata di lunedì 6 maggio nell’opuscolo “Magnificat”! Tutti questi “atti d’amore e parole di vita” incoraggiano me e Joe a continuare a lavorare nel nostro piccolo per accrescere la fama di santità di Elisabeth nel mondo.

Joe è stato il mio principale sostenitore per tutto ciò che riguarda Elisabeth, a partire dal momento in cui le sue parole ci hanno accompagnato in Terra Santa nel 2016. Joe si occupa del sito ELCause.org ed è anche il primo ad ascoltare pazientemente tutte le mie idee per la causa. Qualche giorno fa mi ha fatto sapere che avrebbe voluto scrivere una riflessione, e sono molto felice di condividerla oggi con voi.

Riflessione di giugno 2019

Amare è tutto

Quando io e Jennifer eravamo alla ricerca di una citazione di Elisabeth Leseur da usare sulla prima immaginetta sacra che stavamo preparando, abbiamo scelto questa:

Pensare è eccellente;

pregare è meglio;

amare è tutto.

Questa rimane la mia citazione preferita di Elisabeth. Ma riflettendoci su negli ultimi anni, mi sono reso conto che dietro l’estrema brevità del testo si cela tutta la grandezza dello sviluppo spirituale di Elisabeth, in tutta la sua bellezza e complessità.

In base a quello che sappiamo, Elisabeth è cresciuta in una tipica famiglia cattolica. Anche i suoi primissimi scritti testimoniano una profondità spirituale che andava ben oltre la sua età. Ma, improvvisamente catapultata in una famiglia e in una comunità intellettuale attivamente ostili alla Chiesa, perfino la fede di Elisabeth vacillò. Priva di sostegno, andò alla deriva. Félix, sapendo che era una donna molto intelligente, si appellò ostinatamente a quell’intelligenza per cercare di “liberarla” dalla fede.

Pensare è ottimo

Eppure, alla fine, fu attraverso il suo rigore intellettuale che la sua fede rinacque. Come Elisabeth stessa scrisse nell’introduzione al suo secondo diario . . . [si realizzò] poi in me l’azione lenta e silenziosa della Provvidenza e il meraviglioso processo di conversione interiore . . . a volte attraverso gli stessi strumenti che avrebbero dovuto farmi perdere la fede *. . .

Mi dispiace che Elisabeth non abbia mai scritto in modo più approfondito su questo punto, poiché le forze “razionali” della società moderna che cercano di allontanarci da Dio sembrano essere più forti che mai. Ciononostante, il modo in cui Dio riaprì il suo cuore alla grazia attraverso le sue letture e i suoi studi dona a me, e immagino a tutti coloro che sono stati toccati dagli scritti di Elisabeth, la forza di perseverare nel condividere il suo messaggio. Le parole contano.

Pregare è meglio

Quando una persona accoglie Dio nel proprio cuore, la forza della sua grazia si radica e conduce a luoghi in cui l’intelligenza da sola non potrebbe mai condurre. Elisabeth racconta un meraviglioso pomeriggio trascorso a San Pietro a Roma nell’aprile del 1903, dicendo:

Quei momenti erano pienamente e spiritualmente felici. Ho sentito la presenza viva di Cristo, di Dio stesso, che mi trasmetteva un amore indescrivibile. Questa sacra presenza mi parlò, e l’infinita compassione del Salvatore si propagò rapidamente dentro di me. Questa azione di Dio non potrà mai essere cancellata. Il Cristo trionfante, la Parola eterna, colui che in quanto uomo ha sofferto e amato, l’unico Dio vivente ha preso possesso della mia anima per l’eternità in quell’indimenticabile momento. *

Rafforzata in tal modo, Elisabeth dedicò tutta la sua vita a Dio; accettando di buon grado le sfide, le prove e le lotte di una vita trascorsa a discernere le esortazioni della Provvidenza.

Amare è tutto

La rinuncia, l’arrendersi completamente alla volontà di Dio è un’enorme tappa della fede a cui la maggior parte di noi aspira senza mai pienamente raggiungerla. Ma per Elisabeth, l’atto di rinuncia fu il preludio di un salto ancora più grande: l’abbandono. Elisabeth scrive a un certo punto: . . . ieri mattina ho ricevuto la comunione con la stessa pace e lo stesso abbandono a Dio. Ho sentito che Gesù viveva veramente in me *. . .

Mentre le due parole “rinuncia” e “abbandono” sono strettamente legate in ambito spirituale, la rinuncia indica un’accettazione tranquilla e passiva, mentre l’abbandono evoca impegno e partecipazione di tutto cuore. Sembra quindi rivelatore il fatto che, nella sua traduzione degli scritti di Elisabeth, Sr. Janet Ruffing usi il termine “rinuncia” solo tredici volte, mentre “abbandono” è utilizzato trenta volte per esprimere l’ardente desiderio di Elisabeth e la sua completa adesione alla volontà di Dio.

Per non abbatterci lungo il nostro cammino, concluderò sottolineando che in tutti gli scritti di Elisabeth, i termini rinuncia e abbandono ricorrono molto più spesso (il 79% in più) durante gli ultimi tre anni della sua vita. Il suo cammino di fede, così splendidamente immortalato nei suoi diari, dall’intelletto all’accettazione orante fino all’abbandono totale, contribuisce ancora ad illuminare il percorso che tutti noi siamo chiamati a percorrere.

Joe MacNeil è professore di chimica alla Chatham University, tesoriere del Circolo degli amici di Elisabeth Leseur, e amorevole marito di Jennifer.

*Tutte le citazioni e osservazioni sono basate sulla traduzione di Sister Janet K. Ruffing.   Elisabeth Leseur: Selected Writings (Classics of Western Spirituality) Kindle Edition.

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Con le nostre preghiere,
Jennifer e Joe MacNeil